Non uno di meno: il coraggio della scienza.

Il Covid-19 ci scoraggia? Lo scenario di persone ricoverate, purtroppo alcune decedute, ci incute paura? Cosa sta facendo la scienza? E la ricerca? 

Troppo spesso ci si dimentica che la scienza è nata per aiutare l’uomo, per allontanare da lui il più possibile o addirittura annullare lo spettro che da sempre lo preoccupa: la morte. Ricerca e scienza sono giustificate solo al servizio dell’uomo.

Eppure rimane un dubbio: anche le scoperte – si pensi al volo – possono presentare ancora oggi dei lati oscuri, imprevedibili. È  vero che un aereo cade se concorrono più fattori contemporaneamente – Marco ex pilota civile e prima ancora, militare, me lo insegna – ma ancora oggi un aereo può cadere. Ciò ci mette paura?

La scienza è per l’uomo, ma è anche dell’uomo. In natura possono verificarsi eventi improvvisi, imprevedibili, eccezionali, che momentaneamente sembra stravolgono le regole che caratterizzano il nostro operare scientifico. La scienza allora, per la sua peculiare dedizione al servizio dell’uomo, sa fare fronte anche a questi eventi, deve saper fare fronte.

Questa volta non soltanto rimanendo rispettosa dei principi che ne stanno alla base – rigore, sapere, sperimentazione – ma con la fiducia di poter vincere al’ inimmaginabile, l’incredibile.

Su un aereo è tutto programmato, ma l’evento pericoloso può scattare in ogni istante: un buon pilota deve sapere come porvi rimedio, senza paura e senza preoccuparsi del possibile evento negativo, ma perseguendo l’unico obiettivo importante: salvare aeromobile e passeggeri.

Ho l’onore ed il piacere di far parte di un team di ricercatori di una delle Città più provate dal contagio attuale: amicizia, solidarietà, scambio vicendevole di informazioni improntano il nostro vivere quotidiano. La parola d’ordine che corre tra noi è la stessa che voglio dire ai lettori di questi appunti di viaggio: dopo che la tempesta sarà passata, tutti ci ritroveremo insieme, tutti, non uno di meno.

Nonostante i marinai sepolti nella corazzata Arizona, nonostante  le vittime di Hiroshima, le Nazioni sono risorte alla libertà ed alla pace, alla cooperazione contro ogni pestilenza che affligge questo nostro Pianeta. 

Allora, a lavoro con coraggio, l’alba è vicina e saremo sicuramente più forti.

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