Come scrivere un protocollo di ricerca (seconda parte)

Nella prima parte dei miei articoli dedicati al protocollo di ricerca, ho definito cos’è un protocollo di ricerca e quali sono i suoi elementi essenziali. In questa seconda parte andrò a descrivere quali devono essere i contenuti di ogni protocollo di ricerca. 

In termini molto generali, il protocollo di ricerca è una dichiarazione contenente una proposta di studio. Esso è sempre redatto secondo una struttura ben precisa che, alla fine, si rivelerà la struttura stessa del lavoro compiuto. Abbracciando tutti gli aspetti del lavoro, il protocollo di ricerca consente agli autori e ai vari stakeholder (fra cui spicca un eventuale comitato etico) di definire chi svolge lo studio, cosa si vuole fare, come, quando, dove e perché. Insomma, leggendo un protocollo di ricerca si deve essere in grado di poter rispondere in modo conciso e chiaro alle famose Five Ws più un’aggiunta: who, what, when, where, why, how

Struttura di un protocollo di ricerca

Per poter rispondere a queste domande, è meglio disporre di una struttura che ci faccia da linea-guida così che non vi siano incertezze.

Titolo del protocollo

Il primo passo è il titolo. Ebbene sì, non sempre viene definito. Cosa si vuole studiare e come potrebbe essere un primo step nella definizione di un titolo. Non importa che esso non sia quello definitivo: nella fase finale dello studio, dopo aver redatto il proprio articolo, è sempre possibile cambiarlo per renderlo maggiormente “appetibile” di visualizzazioni o citazioni.

Introduzione

Il secondo passo è l‘introduzione. Spesso dimenticata, l’introduzione è fondamentale per definire il problema nel suo contesto e far capire perché è necessario presentare un nuovo studio.

Review della letteratura (o background)

Il terzo passo è la review della letteratura. Questa parte viene confusa molto spesso con l’introduzione, ma così non è. L’introduzione definisce il problema e spiega perché vale la pena affrontare uno studio, la review della letteratura è invece la presentazione dello stato dell’arte, ossia l’attuale conoscenza sullo specifico argomento. 

Obiettivi ed ipotesi

Il quarto passo è quello dedicato agli obiettivi e alle ipotesi. In questa fase è necessario inserire obiettivi primari e secondari e specifiche ipotesi di ricerca (vedi prima parte).

Metodologia

Il quinto passo è la metodologia. Essa è una parte importantissima del protocollo perché descrive tutti i passaggi che vengono svolti per arrivare ad avere delle misurazioni del fenomeno. Quindi, in questa parte è necessario descrivere il tipo di intervento, i fattori confondenti, le caratteristiche dei soggetti osservati, il design dello studio, la definizione operativa delle varie valutazioni, la modalità di raccolta dati, cosa fare in caso di perdita di soggetti, la durata dello studio ed il periodo di raccolta dati. Come si può notare non ho inserito la metodologia statistica: essa non fa parte della metodologia in generale, ma della sezione che vedremo fra un attimo, quella definita data analysis.

Soggetti studiati

Lo step successivo è definire chi sono i soggetti sui quali si intende condurre lo studio. In questo caso devono essere chiaramente definiti i criteri di inclusione ed esclusione e la composizione di eventuali gruppi. E tutto ciò senza dimenticare: la numerosità. Quanti soggetti faranno parte dello studio? Questo step serve per la affidabilità dei risultati e per identificare la potenza statistica.

Data Analysis

Come già anticipato, la metodologia statistica è parte integrante del protocollo di ricerca e deve essere inserita in un paragrafo appositamente dedicato. In questo step è necessario identificare le variabili, le metodologie statistiche che saranno impiegate (comprese quelle relative alla sintesi descrittiva dei dati), i software utilizzati, l’appropriatezza dei metodi statistici utilizzati, il livello di significatività e il trattamento dei dati mancanti e delle non risposte.

Validazione dei risultati

Non disponendo in fase di creazione del protocollo di ricerca dei risultati, è necessario comunque inserire qualcosa in relazione ad essi. In questa fase si indicheranno l’affidabilità delle conclusioni, le limitazioni dello studio, possibili elementi di non generalizzazione dei risultati ed i metodi confermare la validità interna ed esterna dei risultati. 

Amministrazione

Ultimo step del protocollo è relativo ai soggetti coinvolti nello studio. Chi amministra lo studio? Ci sono dei responsabili? Quali risorse umane sono impiegate? Ci sono dei finanziatori o sponsor? Come sono divise le responsabilità tra i vari soggetti? Insomma l’ultimo step è parlare di tutti coloro che sono autori dello studio e collaboratori nella sua conduzione. 

Conclusione

Redigere un protocollo di ricerca richiede tempo e conoscenza: esso non è una  superficiale dichiarazione di intenti, ma è un lavoro propedeutico per ogni studio di ricerca che intenda promuovere il progresso scientifico e migliorare le conoscenze.


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