Il ruolo del paziente nella scienza: B&B Sant’Orsola

Parlare di scienza significa parlare di noi e della nostra avventura della vita. Ad una prima vista, la scienza è un insieme di scoperte e di invenzioni, un progresso in continua espansione. Il lavoro di Dario Nobile (B&B Sant’Orsola) proietta le domande della scienza dal punto di vista del paziente. Un testo non scientifico per comprendere il ruolo del paziente.

L’uomo misura di tutte le cose

La scienza è il terreno in cui ricercatori e scienziati si adoperano per risolvere domande, siano esse del campo medico o economico, dell’ambito sociale o psicologico, siano esse rivolte a grandi spazi come l’universo o proiettate nell’infinitamente piccolo come l’atomo.

Tutti i punti di vista scientifici originano e tendono ad un unico obiettivo: l’essere vivente ed in particolare l’uomo e la sua salvaguardia. Ogni scoperta, ogni evoluzione, ogni domanda risolta è sempre frutto di una necessità umana di capire. Ed essa è sempre fondata su un’unità di misura speciale: l’uomo.

Secondo Protagora di Abdera (486-411 a.C.) l’uomo è misura di tutte le cose (nella versione greca: “pànton chremàton metron anthropon éinai”). Questa antica massima risuona attuale ancora oggi nel mondo scientifico. Tutta la scienza ruota intorno ai problemi dell’uomo.

La pandemia Covid-19 che ha “impattato” sulle nostre vite quotidiane in modo irruento e per molti anche devastante, ha riportato e conclamato un pensiero: il terreno della scienza ha basi universali. Siamo tutti protagonisti della scienza, con ruoli diversi e avventure (o disavventure) diverse, in alcuni casi con esperienze che si sovrappongono, ma comunque tutti protagonisti.

Il ruolo del paziente

Ed in questa partecipazione universale, il primo grande grazie che tutta la scienza deve porgere, è quello rivolto ai pazienti ed ai malati. La ricerca medica ed i suoi progressi in qualsiasi ambito non sarebbero possibili senza i pazienti.  Ci si dimentica a volte di loro e del loro sacrificio. Non solo con riferimento alla vulnerabilità delle loro vite, ma anche riferito allo sforzo fisico, psicologico ed umano di lottare contro un nemico a volte dalla strana fisionomia e tante volte ignota. Una fisionomia sempre così temibile da impedire anche solo di pronunciarne il nome.

Bed and Breakfast “Sant’Orsola”: il punto di vista dell’ammalato

Copertina del libro di Dario Nobile - Bed and Breakfast "Sant'Orsola" edito da Edizioni Montag

Dario Nobile, scrittore italiano che ho avuto il piacere di conoscere attraverso un suo testo e del quale ho apprezzato la profondità dello scrivere, nel suo ultimo lavoro (B&B Sant’Orsola, edito da Edizioni Montag) racconta la storia della scienza dal lato del paziente senza tuttavia voler parlare di scienza. Racconta in modo umano e sempre ben ancorato alla vita quotidiana, le vicissitudini di un gruppo di uomini e donne, i quali improvvisamente si trovano di fronte alla malattia, alla più temibile delle malattie: il cancro.

La parola incute paura al solo pensarci. Il coraggio viene meno nell’immaginare la sfida da sostenere. Il cuore salta un battito (e forse molti di più) nel proiettarsi in luoghi come gli ospedali in cui i capelli cadono per la chemio, la radioterapia brucia, gli affetti si assottigliano all’essenziale. Quando ciò avviene a distanza da casa, a tanti, troppi chilometri da casa come avviene per i migranti sanitari del Sud Italia, il cancro fa ancora più paura.

Le difficoltà dei migranti sanitari

Sono nata al Sud, nella bella Calabria. Covid-19 mi ha portato a rimanerci per tanto tempo ed in un modo nuovo senza l’opportunità di salire su un aereo e vedere il Nord. Il libro di Dario Nobile mi ha dato da pensare. Perché stare al Sud e stare bene è una storia. Ma stare al Sud e dover migrare al Nord perché non si sta bene, beh, questa è un’altra sfida.

Il racconto dolce, in punta di piedi, che Dario fa sulla malattia senza eliminare le incertezze e le paure dei malati ci prende per mano e ci dice “fidati”. La distanza geografica tra casa e “accesso alle cure” si annulla di colpo. Esiste un luogo di ristoro in cui scoprire che la nostra storia non è l’unica storia, che la nostra partecipazione al mondo è simile a quella di altri, ciascuno con il suo percorso originale, ma tuttavia universale. La malattia non è un ostacolo insormontabile. Essa può essere un pretesto (sicuramente brutale, improvviso e non voluto) per cambiare la propria vita, risolvere ciò che prima, presi magari dal rumore della quotidianità, non avevamo avuto il tempo di risolvere. Nell’atmosfera magica del B&B Sant’Orsola, le storie dei malati si intrecciano con quelle dei proprietari e di Silvano – figura bizzarra, ma elemento essenziale della storia. Nel B&B, tutti i protagonisti diventano un unicum in cui si riscoprono il calore della vita domestica, i valori essenziali e imprescindibili della nostra quotidianità e della nostra intera esistenza.

Sentire l’incertezza

Nello stile del testo, ho apprezzato l’andirivieni dei protagonisti nei vari capitoli. È stato strano e appassionante lasciarsi condurre da un capitolo all’altro in contesti diversi. “Sballottati” qui e là esattamente come le emozioni che i protagonisti provano al momento della scoperta, dello stravolgimento della vita.

B&B Sant’Orsola di Dario Nobile (nella foto) è un testo che consiglio di leggere. E questo consiglio non è rivolto solo a chi come me “viene dal Sud” e conosce i problemi sanitari.

Dario Nobile
Dario Nobile

Oppure a chi vive al Nord e non sa quanto pesa “partire” (“partire è un pò morire” scriveva Edmond Haraucourt e non sapeva quanto peso c’è nel cuore quando la causa della partenza si chiama “malattia”). Non è rivolto solo a chi è ammalato e cerca di trovare un “appiglio” ed una consolazione di non solitudine anche lontano da casa idealmente o geograficamente, non è rivolto solo a chi vive accanto agli ammalati ogni giorno e conosce le difficoltà, le limitazioni ed i giorni bui (e non solo del malato, ma anche di se stesso).

Il mio consiglio è rivolto alle donne e agli uomini di scienza, a chi lavora ogni giorno con e per i pazienti, a chi ricerca soluzioni ed elabora i dati: non dimentichiamoci mai che tutto il nostro lavoro di ricerca non avrebbe luogo senza il consenso di queste persone che ci donano non informazioni, bensì le loro sofferenze e a volte le loro vite affinché l’uomo, questa misura universale, possa continuare a popolare il nostro bellissimo ed unico pianeta.

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Lo scrittore Dario Nobile, sentendosi vicino ai fatti che racconta, ha deciso di devolvere i propri proventi all’AIRC, Fondazione per la Ricerca sul Cancro.


La recensione è stata scritta senza alcun compenso.

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