Matematica: il sapore della libertà

Una delle fasi fondamentali per l’avvio di una buona collaborazione di ricerca è la creazione del team di lavoro. Solitamente c’è un “grande capo” (giusto per dare un tocco di sapore da “pellerossa”), ossia il personaggio più esperto nello specifico settore, il quale rappresenta la guida ed il punto di riferimento per tutto il team. Dopo ci sono due/tre soggetti che sono i riferimenti specifici per il progetto. Nella ricerca medica solitamente vi è l’esperto della parte clinica, il guru della ricerca bibliografica e, per quanto mi riguarda, c’è il matematico (mio ruolo tipico).

Ora fare il matematico (donna per giunta!) in team di ricerca medica è una sensazione divertente ed un’esperienza entusiasmante. Il motivo principale è legato alla libertà che la matematica consente. E’ proprio grazie all’agilità, o meglio alla sinuosità (peraltro termine di derivazione matematica, vedi funzione seno), della matematica che questa rigorosa materia diviene sinonimo di libertà.

Il rapporto tra matematica e libertà appare paradossale ad un primo approccio. Come è possibile che una scienza come la matematica, che non permette di sbagliare nemmeno un numero per arrivare alla giusta soluzione, sia libera? Ebbene, per rispondere usando la logica (per la quale ringraziamo il solito Cantor e un altro matematico Boole) partiamo da cos’è la libertà.

Libertà e matematica

Il termine “libertà” deriva da “libero” e stando al vocabolario Treccani, essere libero significa non essere soggetto al dominio e all’autorità altrui, avere la facoltà di agire a proprio arbitrio, senza subire una coazione esterna che ne limiti, materialmente o moralmente, la volontà ed i movimenti (vedi Treccani).

Il termine “matematica” significa scienza, conoscenza, e deriva dalla radice greca μάθημα che significa “ciò che si apprende”. Il matematico, sempre seguendo l’etimologia greca, è colui che è incline ad apprendere. Ed apprendere significa “ricevere e ritenere nella mente”. Dunque, qual è l’oggetto della matematica? Non i numeri, non i teoremi, non le formule, ma la conoscenza, ossia tutto ciò che possiamo apprendere. E l’apprendimento presuppone una condizione fondamentale (conditio sine qua non) il non avere limitazioni, il potersi muovere agevolmente senza costrizioni e limiti di ogni sorta. 

Alla ricerca della conoscenza

E questo che crea il punto di unione tra la matematica e la libertà. La libertà è l’essenza stessa della matematica e di un buon matematico. Essa è la libertà di muoversi con il pensiero in ogni ambito del sapere applicando un solo principio: la ricerca della conoscenza.

A questo punto ci si chiede: e le formule, i numeri, i teoremi, ossia tutte quelle “pesanti” pietre matematiche che affliggono la vita di molti, non sono matematica? Ebbene questi sono solo gli strumenti con cui si ricerca la conoscenza. Come fare per misurare la febbre? C’è bisogno di un numero. Come sapere se un bimbo nella pancia della sua mamma sta bene? Ci vuole un’ecografia e proprio questa tecnologia richiede formule matematiche.

La matematica ricerca la conoscenza in ogni ambito usando strumenti e parole universali, che ognuno, perfino colui che non sa leggere e scrivere, potrà sempre riconoscere.

Un bimbo che impara avrà più difficoltà a leggere che a contare: una delle prime attività che i bimbi imparano a fare è contare fino a 5. Una famosa pubblicità dice che “tutti nasciamo quattro per quattro” e riadattandola possiamo dire che “tutti nasciamo matematici” e, non mi vogliano male i creatori della pubblicità, ma anche loro hanno dovuto sottomettersi a richiami matematici (4 x 4).

Tutto questo ci porta a capire perché la matematica è il legante tra le scienze. La sua universalità (concetto molto legato a quello di infinito) e la libertà che ne stanno alla base consentono di guardare il mondo con occhi liberi e senza confini. Ed ecco perché un matematico all’interno di un team grandioso di ricercatori troverà sempre un ottimo spunto per contribuire in modo scientifico, innovativo, senza confini e senza precedenti alla scoperta di qualcosa di nuovo.

Matematica e libertà sono quindi collegate da uno stretto legame: per conoscere bisogna essere liberi e per essere liberi bisogna conoscere. Nasciamo tutti matematici: smettiamo di esserlo solo quando decidiamo di non essere liberi.

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